Ho scritto “Accabadora” perché volevo vedere la neve
By bibliomap on ott 17, 2010 with Commenti 2
Michela Murgia ha presentato il suo ultimo romanzo “Accabadora” al caffè Poliziano di Montepulciano. Un appuntamento di primo piano per “Ottobre piovono libri”. Durante la presentazione la scrittrice sarda ha raccontato com’è nato il libro che ha vinto il Campiello 2010.
C’era un concorso alla Scuola Holden: mi hanno chiesto di inviare un incipit – voi scrittori avete sempre qualcosa nel cassetto, no?. Così ho scritto le prime cinque pagine di “Accabadora”. Ci tengo a dire che per me non si è trattato di ispirazione notturna, la storia non usciva proprio.
Era gennaio, i primi dieci selezionati del concorso avrebbero vinto alcuni giorni a Bardonecchia. Così mi sono detta: “Vivo in Sardegna, la neve si vede poco, male che vada mi pagano il viaggio e vedo la neve a Bardonecchia. Così sono andata. Ho vinto. I primi mille euro senza lavorare nella mia vita. L’editor di Einaudi si è avvicinato e mi ha detto: “Il tuo romanzo è bellissimo, hai già qualcuno?” (avrei dovuto dire che non avevo scritto ancora niente a parte quelle cinque pagine? – ho mentito per una giusta causa). “Sto valutando”, ho detto. Sono tornata in Sardegna con una turbolenza nella testa, dovevo continuare una storia che non esisteva. Ho scritto “Accabadora” perché sono stati gli altri che volevano che lo scrivessi.
Michela Murgia ha lavorato anche come portiere di notte. Volevano un uomo, “ma ho fatto loro capire che all’occorrenza potevo esserlo anch’io. Volevano darmi una rivoltella, ma ho preferito un bastone. Cercavo un mestiere di relazioni umane, ma non troppo. Una cosa tranquilla. La notte era lunga. Non sono mai stata una di quelle che scrive e scrive, mi andava più di leggere, e pensare”.
Lorenzo Pini
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